La grande muraglia Piemontese (Scarica il volantino)

Il Forte di Fenestrelle

Domenica 29 maggio

35,10,0,50,1
25,600,60,2,3000,5000,25,800
90,150,1,50,12,30,50,1,70,12,1,50,1,1,1,5000
0,2,1,0,2,16,0,0,4,1,0,20,0,0
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Il Forte di Fenestrelle è la più grande struttura fortificata d’Europa e la più estesa in muratura dopo la muraglia cinese.
 



• Dislivello: 650 mt
• Durata del percorso: 5,00 h
• Difficoltà: Escursionistico facile (E)
• Quota massima: 1770 mt. s.l.m.

  

Quota di partecipazione riservata ai soci:
€ 25,00 per il viaggio in pullman gran turismo,
più 12,00 per la visita con Guida del Forte.

Attrezzatura indispensabile:

• Scarponcini con suola scolpita
• Indumenti Impermeabili
• Indumenti di ricambio
• Zainetto

 E' OBBLIGATORIA la mascherina sul bus


Orari di
partenza:

- Via XXV Aprile / Palazzetto dello sport     ore 6:00
- Via Marconi 10  . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  ore 6:10

 

orario di rientro previsto:  ore 19:30

La gita verrà effettuata solo al raggiungimento di 30 partecipanti.

 
 

 


  

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Il Forte di Fenestrelle

Il perché di un Forte…

Il Forte di Fenestrelle non si pone come una struttura isolata ma costituisce il culmine dell’evoluzione dei modi e delle tecniche costruttive difensive della Val Chisone. Fin dal Medioevo infatti furono costruite varie fortificazioni nella valle, in quanto il suo territorio, fino al 1713, fu terra di confine (l’Alta Valle fu dominata prima dai delfini di Vienne e poi dai re di Francia mentre la Bassa Valle faceva parte del Ducato di Savoia) mentre le lotte di religione con Valdesi, stabilitisi fin dal XIV secolo nell’Alta Val Chisone e Susa richiesero anch’esse la presenza di siti fortificati. Dal XVI  al XVIII secolo la politica del Ducato di Savoia fu sempre quella di mantenere o riconquistare il proprio territorio perso, soprattutto in favore della Francia, attraverso alleanze con tutte le potenze dell’epoca, equilibrismi politici e guerre non sempre fortunate. Dopo che, in seguito al trattato di Utrecht (1713), l’Alta Val Chisone ritorno a far parte dei domini del Casato di Savoia e, precisamente nel 1728, Vittorio Amedeo II iniziò la costruzione di questa imponente fortezza, che  insieme a quelle presenti nelle altre vallate alpine doveva costituire un baluardo invalicabile per le armate francesi.

Visto da lontano questo Forte ha l’aspetto di una lunga muraglia che partendo da 1135 m s.l.m. risale il versante orografico sinistro della Valle fino a quota 1770; è costituito da tre fortezze, il Forte San Carlo, il Forte Tre Denti, e il Forte delle Valli, collegati fra loro da altre fortificazioni minori e da una scala protetta di 4000 gradini,

Il progetto originario prevedeva la costruzione di fortificazioni presso la parte più alta del Forte (Forte delle Valli); successivamente però si decise di prolungarne la costruzione verso valle (Forte S. Carlo). I lavori di costruzione del Forte durarono circa 122 anni e terminarono con la costruzione della ridotta Carlo Alberto che si osserva parzialmente diroccata sulla sinistra risalendo la statale 23 verso il Sestriere. Si susseguirono alla direzione dei lavori i più celebri ingegneri militari dell’epoca e l’opera fu realizzata da maestranze locali, galeotti e operai forestieri. La Fortezza rappresentava con le sue opere murarie e il notevole sviluppo un ostacolo invalicabile per i metodi e i mezzi di assedio utilizzati nel XVIII secolo.

Questa fortezza però non fu mai oggetto di assalti o assedi e non poté mai provare la sua invulnerabilità. Tuttavia servì spesso da deterrente per l’avanzata degli eserciti nemici come quando nel 1747 l’esercito franco ispanico per evitare i Forti di Exilles e Fenestrelle cercò di percorrere la cresta spartiacque tra la Val Susa e la Val Chisone per raggiungere la pianura piemontese e si scontrò con le truppe piemontesi al Colle dell’Assietta, rimanendo sconfitto. Quindi la guarnigione del forte fu sempre impegnata nelle normali attività di presidio del confine ed a custodire e sorvegliare dei prigionieri. Infatti la fortezza venne fu usata come prigione per forzati e per ufficiali condannati agli arresti di fortezza.
Tale utilizzo proseguì anche durante l’occupazione francese in epoca napoleonica (soprattutto per i prigionieri politici) e successivamente dopo il 1814 quando tornò ai piemontesi.

Furono imprigionati nel 1833 dei mazziniani implicati in una congiura, dei soldati del Papato e del regno di Napoli nel 1860, dei garibaldini nel 1862, dei prigionieri austro ungarici durante la prima guerra mondiale. Nel 1820 cessò la funzione di prigione della fortezza ed iniziò il suo declino, Oggi la Fortezza di Fenestrelle, seppur segnata dal tempo, rappresenta uno dei più imponenti complessi militari mai costruiti sulle Alpi.
Il Forte S. Carlo, che costituisce il nucleo principale, racchiude il palazzo del Governatore, il padiglione degli ufficiali, una cappella dalla interessante facciata, la piazza d’armi, l’ospedale, le scuderie, la polveriera di S. Ignazio,e tre grandi caserme in cui venivano alloggiati i galeotti.
Un po’ più a valle del Forte sorge la colombaia, dove venivano custoditi i piccioni viaggiatori utilizzati per inviare dei messaggi militari, ed ancora più in basso si erge la Ridotta Carlo Alberto che aveva la funzione di intercettare il transito sulla strada regia.
A monte del Forte S. Carlo, collegati dalla scala coperta lunga più di 1500 m ed illuminata da molte feritoie, si possono osservare il Forte Tre Denti, alcune batterie e il Forte delle Valli, che era quasi del tutto indipendente e munito di caserma, polveriera e cappella.
 

FORTE DI FENESTRELLE | Editrice il Punto

Descrizione del percorso:

La “passeggiata reale” inizia intorno alle ore 9, con appuntamento nel piazzale di fronte all’ingresso del Forte San Carlo. La guida propone un breve inquadramento storico nella vista Piazza d’Armi, dominata dal Palazzo del Governatore; segue la visita del Palazzo degli Ufficiali, che nasconde nelle sue viscere i forni, le ghiacciaie, il pozzo della cisterna sotterranea dell’acqua.

Poi inizia la salita sulla via selciata che passa accanto ai quartieri delle truppe, alla polveriera S. Ignazio (caratteristico parafulmine) e quindi con larghi tornanti raggiunge il Forte dei Tre Denti: un possente getto d’acqua sgorga dalla muraglia, alimentato da una lontana sorgente grazie a un condotto sotterraneo.

Qui in genere si entra nella “scala coperta”, che con i suoi 4000 gradini collega tutto il complesso: la salita in caso di pioggia può svolgersi interamente al coperto, mentre nelle giornate di sole si esce presto da questo cunicolo umido e buio per continuare la salita sulla Scala Reale. Che offre vastissimi panorami sulla Val Chisone e sulla struttura del Forte, con l’aerea Garitta del Diavolo.

Poiché non tutti i visitatori sono abituati a lunghe salite, l’accompagnatore effettua numerose soste, illustrando la Batteria Sanata Barbara e la Batteria Porte, i dettagli costruttivi, la durissima vita dei soldati e dei prigionieri impegnati nell’opera di costruzione. Intorno a mezzogiorno si raggiunge il Forte delle Valli, che viene aggirato (diversi ponti levatoi non sono ancora stati ricostruiti) prima di salire al ripiano della chiesetta. Dopo il pranzo al sacco si visita tutto il Forte delle Valli, con la cisterna sotterranea dell’acqua, la polveriera, i “ponti a caponiera” difesi da muri con feritoie che collegano le tre “ridotte” (Belvedere, S. Antonio, Elmo), i vasti spalti orientali, fino a raggiungere il “Ponte Rosso”, il punto più alto del complesso: un ponte levatoio - ora distrutto - permetteva di raggiungere la conca di Pra Catinat. La discesa non si effettua più sulla scalinata, ma seguendo la “strada dei cannoni”, ovvero il largo tracciato inerbito che si snoda a tornanti nel fitto bosco, in prossimità dei bastioni occidentali della fortezza.